Conosciuto anche come pomodoro d'albero per la forma e il colore che ricordano il pomodoro, il tamarillo è un frutto esotico originario del Sud America, dal sapore agrodolce che si presta sia a preparazioni dolci che salate. Povero di calorie e ricco di vitamine, merita di essere scoperto anche sulle tavole italiane.
Che cos'è tamarillo: origine e caratteristiche
Il tamarillo (Solanum betaceum) appartiene alla famiglia delle Solanacee, la stessa di pomodoro, melanzana e peperone, di cui condivide alcune caratteristiche botaniche. È originario delle regioni andine del Sud America, in particolare Perù, Ecuador e Colombia, da dove si è diffuso in Nuova Zelanda, che ne è oggi uno dei principali produttori commerciali.
Botanicamente si presenta come un frutto ovale allungato, con buccia liscia e lucida di colore rosso, arancione o viola a seconda della varietà, e polpa interna succosa suddivisa in due parti, ciascuna ricca di piccoli semi commestibili, dal sapore che unisce note acidule a un fondo leggermente dolce.
In Italia il tamarillo è ancora poco diffuso, reperibile soprattutto nei negozi specializzati in frutta esotica, essendo importato principalmente dal Sud America o dalla Nuova Zelanda.
Tamarillo: valori nutrizionali
Il tamarillo non è ancora presente né nel database ufficiale italiano CREA né in quello statunitense USDA FoodData Central. Per non pubblicare valori non verificabili su una fonte primaria ufficiale, non riportiamo qui una tabella nutrizionale. Per un approfondimento sui valori indicativi puoi consultare Viversano.
Proprietà e benefici di tamarillo
Il tamarillo unisce un bassissimo apporto calorico a un discreto contenuto di vitamine e, nelle varietà rosse e viola, di antociani.
Vitamina C e vitamina A
Il tamarillo contribuisce all'apporto di vitamina C e vitamina A, nutrienti coinvolti rispettivamente nella normale funzione del sistema immunitario e nel mantenimento della vista.
Antociani nelle varietà scure
Le varietà rosse e viola di tamarillo sono particolarmente ricche di antociani, pigmenti con proprietà antiossidanti, presenti in concentrazioni superiori rispetto a molti altri frutti.
Fibre
Il contenuto di fibre, concentrato soprattutto nei piccoli semi, contribuisce alla regolarità del transito intestinale.
Basso apporto calorico
Il tamarillo è tra i frutti meno calorici, adatto a un consumo regolare in diete equilibrate.
Come si usa tamarillo
Il tamarillo si consuma dopo aver rimosso la buccia, generalmente non gradita per la consistenza amara, tagliato a metà per accedere alla polpa.
- Fresco, a cucchiaiate, dopo aver eliminato la buccia
- In salse agrodolci per accompagnare carne o pesce
- Frullato in succhi e frappè
- Cotto in confetture e chutney
- A fette, in insalate con un tocco esotico
Un consiglio pratico: per rimuovere facilmente la buccia, è utile immergere il frutto per qualche istante in acqua bollente e poi in acqua fredda, come si fa con il pomodoro.
Stagionalità, come sceglierlo e conservarlo
Nei Paesi di produzione il tamarillo matura principalmente in autunno e inverno, con fioriture che possono variare in base alla zona di coltivazione.
Un buon frutto si riconosce dal colore acceso e uniforme, dalla buccia soda ma leggermente cedevole alla pressione quando maturo, senza ammaccature o parti molli.
Si conserva in frigorifero, nel cassetto della frutta, per una-due settimane; a temperatura ambiente matura più rapidamente.
Curiosità e sostenibilità
Il nome "tamarillo" fu coniato appositamente in Nuova Zelanda negli anni Sessanta per distinguere commercialmente il frutto dal pomodoro comune, di cui condivide la famiglia botanica ma non l'uso culinario prevalente.
Essendo un frutto tropicale importato da lunghe distanze, un consumo occasionale come frutto esotico rappresenta la scelta più equilibrata dal punto di vista della sostenibilità ambientale.
Controindicazioni e quando evitarlo
Il tamarillo è generalmente ben tollerato, ma come altre Solanacee può risultare poco indicato in soggetti con particolare sensibilità a questa famiglia botanica.
La buccia va sempre rimossa prima del consumo, poiché ha un sapore amaro e una consistenza poco gradevole; il frutto va inoltre evitato quando troppo maturo, con polpa scura o fermentata.
Domande frequenti
Il tamarillo è un pomodoro?
No, appartiene alla stessa famiglia botanica del pomodoro ma è una specie diversa, con un uso culinario più simile a un frutto.
La buccia del tamarillo si mangia?
Generalmente no, ha un sapore amaro; si consuma solo la polpa interna.
Come si mangia il tamarillo?
Tagliato a metà, a cucchiaiate, dopo aver rimosso la buccia con il metodo dell'acqua bollente.
Dove si trova il tamarillo in Italia?
Nei negozi specializzati in frutta esotica, con disponibilità variabile in base alle importazioni.
Il tamarillo ha molte calorie?
No, circa 30 kcal per 100 g, un valore molto basso.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente divulgativo e non sostituiscono il parere di un medico o di un nutrizionista. In caso di patologie, terapie in corso, gravidanza o allattamento, è sempre bene consultare un professionista sanitario.
FaanFruit · contenuto informativo · agosto 2026





