Poco conosciuta in Italia ma molto diffusa in Messico e America centrale, la jicama è una radice tuberosa dalla polpa bianca, croccante e leggermente dolce, spesso paragonata a un incrocio tra pera e patata cruda. Ricca d'acqua e fibre, è un tubero a bassissimo apporto calorico.
Che cos'è jicama: origine e caratteristiche
La jicama (Pachyrhizus erosus) appartiene alla famiglia delle Fabacee, la stessa dei legumi, ed è originaria del Messico e dell'America centrale, dove viene coltivata e consumata da secoli come alimento tradizionale.
Botanicamente la parte edibile è la radice tuberosa della pianta, con buccia sottile di colore beige-marrone, facilmente removibile, e polpa interna bianca, soda e croccante, dal sapore leggermente dolce e rinfrescante, che ricorda vagamente la castagna d'acqua o la pera acerba.
In Italia la jicama è ancora poco diffusa, reperibile soprattutto nei negozi specializzati in prodotti latinoamericani o in alcuni supermercati ben forniti.
Jicama: valori nutrizionali
La jicama è un tubero a bassissimo apporto calorico, con un buon contenuto di fibre e vitamina C. Ecco i valori medi indicativi per 100 g di parte edibile cruda.
| Nutriente | Quantità |
|---|---|
| Energia | 38 kcal |
| Grassi | 0,1 g |
| Carboidrati | 3,9 g |
| — di cui Zuccheri | 1,8 g |
| Fibre | 4,9 g |
| Proteine | 0,7 g |
| Vitamina C | 20 mg |
| Potassio | 150 mg |
Fonte dati nutrizionali: USDA FoodData Central (Stati Uniti), database ufficiale (scheda: Yambean (jicama), raw). Utilizzato in assenza di una scheda equivalente nel database italiano CREA. Valori nutrizionali medi rielaborati da database USDA FoodData Central su base 100g (carboidrati calcolati al netto della fibra, secondo la convenzione europea Reg. UE 1169/2011).
Proprietà e benefici di jicama
La jicama unisce un bassissimo apporto calorico a un notevole contenuto di fibre, tra i più alti fra i tuberi comunemente consumati.
Fibre
Con quasi 5 g di fibre per 100 g, la jicama è particolarmente ricca di fibre, che contribuiscono al senso di sazietà e alla regolarità del transito intestinale.
Vitamina C
Il contenuto di vitamina C contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario e alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo.
Elevato contenuto d'acqua
La jicama è composta in gran parte da acqua, caratteristica che la rende un alimento rinfrescante e idratante, particolarmente apprezzato crudo.
Basso apporto calorico
Con circa 38 kcal per 100 g, la jicama è tra i tuberi meno calorici, adatta a un consumo regolare in diete di controllo del peso.
Come si usa jicama
La jicama va sbucciata prima del consumo; a differenza di molti altri tuberi, si presta particolarmente bene al consumo crudo.
- Cruda, a bastoncini, con lime e peperoncino secondo la tradizione messicana
- A cubetti, in insalate fresche
- Come base croccante per snack salutari al posto di patatine
- Cotta al vapore o saltata in padella, con consistenza più tenera
- In centrifughe e succhi, per l'apporto di acqua e croccantezza
Un consiglio pratico: la buccia va sempre rimossa prima del consumo, poiché risulta fibrosa e poco gradevole al palato.
Stagionalità, come sceglierlo e conservarlo
Nei Paesi d'origine la jicama è disponibile principalmente in autunno e inverno; in Italia, dove è importata, la reperibilità nei negozi specializzati può variare durante l'anno.
Un buon esemplare si riconosce dalla buccia soda, secca e priva di ammaccature o parti molli, con un peso sostenuto rispetto al volume.
Si conserva a temperatura ambiente, in un luogo fresco e asciutto, per alcune settimane; una volta tagliata va conservata in frigorifero e consumata entro pochi giorni.
Curiosità e sostenibilità
La jicama è un ingrediente tradizionale della cucina messicana, spesso servita cruda con lime, sale e peperoncino come snack di strada, un contrasto di sapori che ne esalta la naturale croccantezza.
Essendo una pianta della famiglia dei legumi, la jicama contribuisce naturalmente all'arricchimento del terreno in azoto, caratteristica agronomica che ne fa una coltura relativamente sostenibile nelle rotazioni colturali dei Paesi d'origine.
Controindicazioni e quando evitarlo
Solo la radice della jicama è commestibile: semi, buccia e le altre parti della pianta contengono rotenone, un composto tossico, e non vanno mai consumati.
La radice stessa è generalmente ben tollerata dalla maggior parte delle persone quando correttamente sbucciata e consumata.
Domande frequenti
Quali parti della jicama si possono mangiare?
Solo la radice tuberosa, sbucciata; semi e altre parti della pianta sono tossici e non vanno mai consumati.
La jicama si mangia cruda?
Sì, è uno dei modi più comuni di consumarla, spesso con lime e peperoncino secondo la tradizione messicana.
Che sapore ha la jicama?
Leggermente dolce e rinfrescante, con una consistenza croccante simile a una pera acerba o a una castagna d'acqua.
Dove si trova la jicama in Italia?
Nei negozi specializzati in prodotti latinoamericani o in alcuni supermercati ben forniti.
Quante calorie ha la jicama?
Circa 38 kcal per 100 g, un valore molto basso.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente divulgativo e non sostituiscono il parere di un medico o di un nutrizionista. In caso di patologie, terapie in corso, gravidanza o allattamento, è sempre bene consultare un professionista sanitario.
FaanFruit · contenuto informativo · agosto 2026





